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FIANO ROMANO – Un taxi in sosta nell’area di servizio, l’atteggiamento nervoso del conducente e un controllo che si trasforma in un sequestro di droga. È quanto accaduto nei giorni scorsi sull’autostrada A1, all’altezza dell’area di servizio Flaminia Ovest, dove gli agenti della Polizia Stradale di Roma Nord Fiano Romano hanno arrestato un uomo trovato in possesso di circa 10 chili di hashish.
Tutto parte da una segnalazione “visiva”: un taxi fermo nell’area di servizio, con a bordo il solo conducente. Una presenza che non passa inosservata agli agenti, impegnati nei controlli lungo la tratta. Decidono così di avvicinarsi e procedere con una verifica.
Nervosismo e risposte evasive: scatta il controllo approfondito
Fin dai primi accertamenti, l’uomo mostra segni evidenti di nervosismo. Le risposte fornite agli agenti risultano poco chiare e contraddittorie, soprattutto in merito alla sua presenza in autostrada. Un comportamento che spinge i poliziotti ad andare oltre il semplice controllo di routine.
Scatta così un’ispezione più accurata del veicolo. Ed è proprio durante questa fase che emerge un dettaglio sospetto: i pannelli interni degli sportelli appaiono manomessi, come se fossero stati smontati e successivamente rimontati in modo approssimativo.
La scoperta: droga nascosta negli sportelli
L’intuizione si rivela decisiva. All’interno dei vani degli sportelli posteriori, gli agenti rinvengono hashish per un peso complessivo di circa 10 chilogrammi. La sostanza è confezionata in diverse modalità: panetti, barattoli e involucri sferici avvolti nel cellophane. Nel veicolo vengono trovate anche sigarette elettroniche.
Perquisizione a casa: spunta un Rolex di dubbia provenienza
Gli accertamenti proseguono con una perquisizione domiciliare. All’interno dell’abitazione dell’uomo viene rinvenuto un orologio di lusso, un Rolex corredato da certificato di garanzia, del quale però il conducente non è in grado di giustificare la provenienza.
Arresto e sequestro
Per l’uomo scattano le manette. Su disposizione dell’Autorità giudiziaria viene condotto presso la casa circondariale di Rieti. Sequestrati, oltre allo stupefacente e all’orologio, anche quattro smartphone trovati in suo possesso.
Come previsto dalla legge, la responsabilità penale dell’indagato sarà accertata nel corso del procedimento davanti all’autorità giudiziaria competente.