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Refendum giustizia, l'analisi del voto in Sabina Romana

Sommario

Il voto sul referendum sulla giustizia disegna una geografia tutt’altro che uniforme tra Sabina e area a nord-est di Roma. Il dato che emerge con maggiore evidenza è una spaccatura netta tra Comuni, spesso indipendente dal colore politico delle amministrazioni locali, con risultati in alcuni casi sorprendenti.

Centrosinistra: roccaforti che tengono… ma non sempre

A Monterotondo, storicamente governata dal Centrosinistra, il NO si impone con decisione: 58,23% (11.458 voti) contro il 41,77% del SI (8.219). Un risultato in linea con la tradizione politica cittadina, che però non trova piena conferma negli altri territori.

A Fonte Nuova il NO resta avanti, ma con un margine più contenuto: 51,22% (6.651 voti) contro il 48,78% (6.333). Ancora più equilibrato il quadro a Mentana, dove bastano 160 voti per determinare l’esito: NO al 50,84% (4.844) e SI al 49,16% (4.684).

A Capena, altro Comune a guida Centrosinistra, il NO prevale con il 52,09% (2.426 voti), mentre il SI si ferma al 47,91% (2.231). Netto anche il dato di Castelnuovo di Porto, dove i contrari alla riforma raggiungono il 56,87% (2.157 voti), lasciando il SI al 43,13%.

Ma non mancano le eccezioni. A Fiano Romano, città tradizionalmente “rossa”, il SI passa – seppur di misura – con appena 17 voti di scarto: 50,12% (3.460 voti) contro il 49,88% (3.443). Anche a Riano, amministrazione civica orientata al Centrosinistra, è il SI a spuntarla con il 51,09%, in un testa a testa deciso da appena 97 voti. A Moricone, infine, il SI supera il NO con il 53,8%.

Centrodestra: consenso più compatto per il SI

Nei Comuni amministrati dal Centrodestra il quadro appare più lineare, con una prevalenza del SI spesso netta. È il caso di Palombara Sabina, dove il SI raggiunge il 53,33% contro il 46,67% del NO.

Ancora più marcato il risultato a Montelibretti: 58% di SI (1.406 voti) contro il 42% dei NO (1.018). A Montorio Romano il dato è ancora più netto, con il SI al 66% (563 voti) e il NO fermo al 34% (290).

A Nerola, su 968 votanti, la riforma raccoglie il 58,81% dei consensi, lasciando i contrari al 41,19%.

Comuni “cuscinetto” e voto variabile

In altri centri emerge una distribuzione più incerta e meno prevedibile. A Rignano Flaminio il SI si afferma con il 53,11%, mentre a Morlupo è il NO a prevalere con il 54,83% contro il 45,17% del SI.

Particolarmente significativo il caso di Marcellina: su 2.684 votanti, il SI raggiunge il 57,53% (1.536 voti), lasciando il NO al 42,47% (1.134). Un dato tra i più netti dell’area.

Chiude il quadro Monteflavio, dove il NO si impone con il 59,74%, uno dei risultati più alti tra quelli registrati.

Un territorio diviso, oltre gli schieramenti

Nel complesso, il voto evidenzia un territorio profondamente diviso, dove il tradizionale orientamento politico locale non sempre si traduce automaticamente in una scelta referendaria coerente.

Accanto a realtà in cui il risultato segue le attese, emergono infatti diversi “scarti” rispetto agli equilibri amministrativi, segno di un elettorato sempre più mobile e meno prevedibile, soprattutto su temi trasversali come la giustizia.

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